Turismo

Campo di girasoli con fascio di luce

Clicca qui per visionare subito il video "Cavaglià - le sue bellezze, la sua storia"; è inoltre disponibile un video che illustra le attività presenti sul territorio.

Il territorio di Cavaglià, per lo più pianeggiante, si estende ai piedi della collina morenica della Serra, che separa Biella da Ivrea ed è la più lunga collina morenica d’Europa; tra la zona più alta e quella più bassa del Comune si contano circa m. 250 di dislivello. Il paese sorge in un'area popolata sin dall’antichità; i celti diedero nome a diverse regioni intorno all'abitato principale.

Cavaglià è uno dei comuni biellesi lungo la Via Francigena, antico itinerario che nel medioevo univa Canterbury a Roma e ai porti della Puglia, oggi riscoperto dai moderni viandanti, che si mettono in cammino lungo un percorso splendido e sorprendente. Per saperne di più, consulta il sito ufficiale https://www.viefrancigene.org/it/. L'Amministrazione comunale ha allestito un "Ostello per i Pellegrini lungo la Via Francigena", che mette a disposizione per una piccola somma simbolica a quanti decidono di intraprendere il Cammino.

Nel maggio 2017 il Comune di Cavaglià è stato uno dei soci fondatori dell'associazione di comuni "Slowland Piemonte", che si propone di valorizzare e far emergere la peculiarità dei territori coinvolti (vd. box in basso).

Di seguito una breve descrizione dei siti più importanti del paese.

· I Menhir

Tra i motivi d’interesse all’interno del paese va annoverato un cromlech, vale a dire una sorta di monumento di forma circolare costituito da un insieme di grandi pietre grezze - i cosiddetti “menhir”. Tale sito, osservabile all’ingresso del paese nei pressi della prima rotonda che s’incontra provenendo dalla Strada Statale n. 142 per Biella, è stato costituito di recente, collocando e spostando antichi massi la cui datazione  non è certa: molti menhir sono di epoca neolitica, ma la loro costruzione si protrasse fino all'età del bronzo e anche in epoche più vicine a noi (fino alle soglie del medioevo).  Suggestiva è l’ipotesi che si tratti di antichissimi megaliti eretti con lo scopo di essere utilizzati come mire per segnare il sorgere o il tramontare sulla sfera celeste di particolari oggetti astronomici quali il Sole ai solstizi, la Luna ai lunistizi e le principali stelle. La Soprintendenza per i Beni archeologici del Piemonte ritiene che il complesso megalitico di Cavaglià di riferisca ad un’area sacra preromana; su almeno una decina di pietre si è potuta constatare la presenza di incisioni rupestri (una croce e una coppella probabilmente tardomedievali), oltre a tracce di lavorazione antica.

· La Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo

Al centro del paese si trova l’imponente parrocchiale di San Michele Arcangelo. La chiesa, tra le più vaste del Biellese, sorse su progetto dell’architetto Filippo Castelli a partire dal sec. XVIII. Ad una sola, grande navata, presenta sei cappelle laterali di notevoli dimensioni oltre la maggiore, tutte munite di balaustre in marmo; fu consacrata il 29 settembre 1798. Della chiesa primitiva resta il campanile, costruito con pietre verosimilmente tratte dai campi circostanti e risalente alla fine del secolo XVI. All’interno: coro rococò, abbellito con stalli lignei settecenteschi acquistati dal monastero di Santa Maria della Sala di Andorno Micca; pulpito in noce dei fratelli Tempia di Mortigliengo della fine del secolo XVII; orchestra scolpita da Giovanni Godone di Piverone nel 1819. Il fonte battesimale è dotato di cassa lignea poggiante su una vasca progettata da Alessandro Antonelli (il celebre architetto cui si deve la Mole Antonelliana), autore anche dei disegni degli stucchi e delle sei balaustre laterali. Di notevole valore l’organo, inaugurato nel 1821, opera dei famosi fratelli Serassi di Bergamo e acquistato grazie ad una sottoscrizione popolare.

· La Chiesa dei Santi Francesco e Bernardino

Dalla Parrocchiale, svoltando a sinistra in via Umberto I, troviamo la piccola chiesa dedicata ai  Santi Francesco e Bernardino. Apparteneva in origine alla Confraternita dei Disciplinati, sorta sui resti di una precedente a partire dal 1664. Tra le opere più importanti che si trovano al suo interno, quattro dipinti murari (sec. XVIII) - in parte danneggiati dall'umidità - che rappresentano episodi della vita di San Francesco d'Assisi. Interessanti anche l'altare maggiore a intarsi marmorei e la balaustra, scolpiti originariamente per la chiesa parrocchiale e qui trasportati nel 1728.

· L’Oratorio di San Rocco

A pochi passi da San Francesco sorge l’oratorio di San Rocco. L’oratorio fu demolito e ricostruito verso il 1746, in seguito ad un voto della popolazione dopo una pestilenza che colpì il bestiame. Soppresso nel 1807 dal Vescovo di Vercelli, venne riaperto al culto e ampliato con il ritorno dei Reali Sabaudi. All'interno, l'altare e l'ancona in finto marmo sono opera dei luganesi Solari, databili attorno alla metà secolo XVIII.

· La Chiesa di Santa Maria di Babilone

Chiesa a pianta ellittica risalente all'inizio del secolo XVII, è stata definita il miglior monumento barocco secentesco del Biellese; il suo architetto va ricercato tra i seguaci di Antonio Vitozzi (1539 - 1615). Al suo interno da notare un altorilievo in stucco policromo, raffigurante i Re Magi che offrono doni a Gesù Bambino, notevole per antichità; si tratta infatti di un'opera dei secoli XII - XIV, tratta dalla primitiva chiesa, successivamente demolita.

  • Villa Salino

Edificio storico situato al numero 7 di via Cesare Vercellone, la cui costruzione risale al 1726; appartenuta all'omonima famiglia, è oggi proprietà del Comune. Le stanze di rappresentanza che si possono ammirare al suo interno mettono in evidenza il gusto raffinato dell'epoca. Risalgono all'inizio del XIX secolo gli affreschi presenti, realizzati da pittori itineranti e raffiguranti scene mitologiche, storiche ed esotiche. Sono possibili visite guidate alla Villa ogni quarto sabato del mese, ore 10.00/12.00 e, su appuntamento, anche in altri giorni ed orari, contattando lo Sportello del Cittadino - Comune di Cavaglià al numero 3477807689 (anche Whatsapp). Attualmente in villa sono visitabili anche una ricca collezione di attrezzature agricole e rurali, una mostra permanente di ritratti risorgimentali e un'esposizione storica sulla Croce Rossa Italiana.

Data ultima modifica: 12 Agosto 2022